Delibera G.C. Commemorazione del centenario della nascita del prof. Alfredo Covelli

Onorevole – Professore – Costituente – Fondatore e Segretario del Partito Nazionale Monarchico – Europarlamentare – Membro del Consiglio Atlantico

Bonito: 22 febbraio 1914 – Roma: 25 dicembre 1998

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Alfredo Covelli nasce a Bonito (AV) il 22 febbraio 1914 da Fortunato e Tommasina Attanasio. Sposa nel 1945 Elvira Riola, figlia dell’avvocato Riola e nipote di S.E. Arturo Bocchini,Capo della Polizia.Da lei ha cinque figli: Fortunato, Vincenzo, Marcello, Maria Rosaria e Giampiero.Si laurea in Lettere e Filosofia, in Giurisprudenza e in Scienze Politiche presso l’Università “Federico II” di Napoli.Vince il concorso per l’insegnamento di Lingua e Letteratura Italiana negli Istituti Superiori di Berlino, ma rinuncia preferendo rimanere in Italia; insegna latino e greco presso il Liceo Classico “Giannone” di Benevento.

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L’Onorevole Alfredo Covelli (a destra) e Il Re d’Italia Una passione, quella per l’insegnamento, interrotta dalla II guerra mondiale, alla quale partecipa come ufficiale dell’Aeronautica, prima a Tirana (zona di operazioni), poi a Bari.

E’ nel capoluogo pugliese che Covelli si trova quando il Re è a Brindisi. Le sue idee monarchiche, con l’incontro con Vittorio Emanuele III, si rafforzano diventando una fede. Alla fine della guerra, torna con una decorazione al valore militare. La sconfitta della monarchia nel referendum del 2 giugno 1946, segna l’ingresso di Alfredo Covelli in Parlamento (sarà sempre eletto per otto legislature, oltre alle due nel Parlamento Europeo). Si fa ammirare e stimare da tutti, compresi quelli di opposte ideologie.

alfredo covelli

“Sempre in prima linea nella difesa dei valori della persona umana e di tutto ciò che s’ispira al valore di Patria”;difende le sue idee politiche, scevro dal pensiero di ibridi consociativismi. top In seguito al mutamento della forma istituzionale dello Stato, prende corpo, in Covelli, l’idea di creare una formazione moderata di destra.

Nel luglio del 1946 fonda il Partito Nazionale Monarchico (PNM), che ha per simbolo “Stella e corona”, di cui è eletto segretario nazionale. Parallelamente alla politica, si dedica al giornalismo, arrivando alla direzione del “Corriere della Nazione”. Al vertice del suo successo,nelle elezioni del ’53, Covelli assicura al suo partito 40 deputati e 18 senatori.

 

Il 2 giugno del 1954 avviene la spaccatura del partito, decisa dall’armatore Achille Lauro, che fonda il Partito Monarchico Popolare (PMP). Con l’affacciarsi sulla scena politica dei primi governi di centro-sinistra, i consensi elettorali, sia di Covelli sia di Lauro, diminuiscono; non basta nemmeno il nuovo accordo tra i due nel 1959 con il Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica (PDIUM), a far sì che la situazione si risollevi.Negli anni ’70, terminata l’esperienza del partito monarchico, Covelli partecipa alla formazione del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale (MSI-DN) di cui è presidente. Si prodiga per evitare un’ulteriore scissione di un gruppo che contesta Giorgio Almirante.

Alfredo Covelli

La scissione, in ogni caso, avviene nel 1977 con la creazione di Democrazia Nazionale, di cui è presidente. Nel ’79 preferisce abbandonare la scena politica. Non gli mancano inviti ad entrare in altri partiti, ma Covelli ha già scelto, e per lui, l’impegno assunto, anche solo verbalmente, è sacro. Il 15 gennaio 1998 è nominato dal Capo di Casa Savoia, Presidente Onorario della Consulta dei Senatori del Regno. Dal giorno della morte della moglie, che avviene nel febbraio del 1998, Alfredo Covelli subisce un lento ma progressivo peggioramento del proprio stato di salute. Muore a Roma il 25 dicembre 1998 e viene sepolto nella cappella di famiglia, facendo così ritorno, definitivamente, al suo amato paese: Bonito.

Resteranno, nel ricordo di chi l’ha conosciuto, la sua grande educazione, la sua bontà, la sua cultura, la sua intelligenza e le sue straordinarie capacità oratorie, la coerenza del suo comportamento e la sua onestà.

Testo di Caterina Covelli

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Approfondimenti: http://archivio.camera.it/s/pubblicazioni/fascicoli_di_documentazione/alfredo_covelli