Nacque a Bonito il 25 marzo 1867 da Emanuele e da Irene Miletti. Nel 1892 sposò la distinta signorina Agnese Maffei, figlia dell’avvocato Ettore, di Taurasi, dalla cui unione, però, non nacquero figli. La sua vera passione fu la politica, a cui si dedicò per diversi anni.

Fu, infatti, sindaco di Bonito dal 1897 e per ben venticinque anni, sino al 1922, con una sola breve interruzione nel 1920. Molti furono i progressi e grande la quantità di opere realizzate nel paese sotto il suo mandato, anche se egli stesso era solito affermare, facendo un bilancio, che la vita pubblica gli aveva regalato solo amarezze.

Si provvide alla riattazione ed alla nuova costruzione di strade interne, alla realizzazione di ponti, alla pavimentazione del corso Mario Gemma, alla sostituzione dell’illuminazione a petrolio con quella elettrica. Furono inventariati gli oggetti preziosi appartenenti alle chiese municipali, e si chiese ed ottenne un sussidio di mille lire per il restauro di diverse chiese e per la sostituzione del pavimento della Chiesa Parrocchiale.

Fu impiantato il mercato settimanale ed istituita la Fiera della prima domenica di maggio; sistemate tutte le fontane pubbliche; le scuole furono dotate di tutti gli arredi necessari.
Fu acquistato il palazzo Cassitto (ex palazzo Basilio Miletti), dove fu sistemato anche l’ufficio di Posta e Telegrafi; si iniziò la liquidazione dei Monti Frumentario e Pecuniario.

Fu impiantato il servizio di carrozza per la stazione di Taurasi e per Ariano; fu istituita la condotta ostetrica per i poveri, e si ottenne la concessione per l’apertura di due scuole rurali, una in località Morroni e l’altra in contrada Tordiglione.
Il 10 novembre 1903 fu nominato Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia ed il 6 maggio 1909 ricevette la comunicazione della nomina a Cavaliere Ufficiale.

Infine, giunse anche la nomina a Commendatore.

Ebbe molto a cuore l’ agricoltura e fu membro della Commissione vigilatrice della Cattedra Ambulante di Agricoltura che aveva il compito di promuovere il miglioramento delle condizioni agricole della provincia, con conferenze e consigli pratici, di facilitare l’impianto ed il miglioramento delle industrie agricole e zootecniche.

Si adoperò molto per il ripristino dell’ Unione Agricola Operaia, già costituita nel 1882, di cui fu eletto Presidente. La Società aveva scopi economici e civili, con la costituzione di una cassa prestiti agevolati all’interesse del 4%, la fornitura a basso costo di concimi, semenze, zolfo e solfato di rame, ed il miglioramento morale ed economico del paese.  Promosse, inoltre, la nascita di una Biblioteca Comunale, intitolata all’ illustre concittadino Padre Luigi Vincenzo Cassitto, ed attualmente, invece, dedicata a lui stesso.
Negli anni Venti fece costruire a sue spese, nella chiesa dell’Oratorio, a sinistra dell’altare, la Cappella per alloggiare l’urna che contiene il Corpo di S. Crescenzo martire.

Nel 1922 si impegnò molto per portare a Bonito, da Firenze, le Suore Serve di Maria SS. Addolorata, che per più di settant’anni avrebbero dato il loro prezioso contributo educativo e ricreativo alla comunità.
Nello stesso anno fondò l’Ente Asilo Infantile, intitolato a S.Antonio di Padova, a cui, non avendo eredi diretti e non volendo favorire nessuno dei suoi parenti più prossimi, alcuni anni più tardi, avrebbe lasciato tutta la sua eredità.  Negli anni Trenta, fu Presidente della Sezione Prima, Agricolo-Forestale, del Consiglio Provinciale dell’Economia Corporativa di Avellino.
Crescenzo Miletti fu storiografo e bibliofilo, nonché autore di diverse pubblicazioni e studi.

Nel 1893 pubblicò una raccolta di versi, “Clizie”, con prefazione di Carlo del Balzo; nel 1894, “I Lusingano e l’Ordine di S. Caterina del Monte Sinai”; nel 1897, un’altra raccolta di versi dal titolo “Atomi”; nel 1924, una commemorazione di Carlo del Balzo, letta nella Biblioteca Provinciale di Avellino, in occasione dell’inaugurazione di una Sala a lui dedicata; nello stesso anno, “Una preziosa statua fuori d’Italia”;  nel 1927 pubblicò un libro dal titolo “Valorizziamo l’Irpinia (Eclano e i suoi tesori)”, in cui trattò delle notevoli scoperte archeologiche della zona; nel 1929, “La poco fortunata festa di Ariano di Puglia pel passaggio di Ferdinando IV”; nello stesso anno scrisse una bella biografia del concittadino e parente Padre Luigi Vincenzo Cassitto. Nel 1930 pubblicò il libro “Spunti di storia e di leggende bonitesi”, e nel 1932 una biografia di Luigi Cassitto, il poeta. Nel 1933 scrisse un interessante volumetto, dal titolo “Per dove passarono le Aquile Romane”, dove descrisse molto bene il Ponte romano sulla via Appia, sul fiume Calore, detto “Ponterotto”, denunciandone l’abbandono e l’incuria.

Nel 1937 scrisse “L’Irpinia preistorica (Reliquie del neolitico in Irpinia)” e, nel 1938, una approfondita biografia di Federico Cassitto.
Crescenzo Miletti fu anche autore di una breve “Storia di Bonito”.

Il 27 novembre 1938 stilò il testamento olografo, in cui stabilì di lasciare all’Ente Morale Asilo Infantile “S. Antonio di Padova” il suo patrimonio, piuttosto cospicuo, consistente in una parte dell’ex Palazzo Ducale, acquistato dal nonno omonimo nel 1829, in altri fabbricati, in vari appezzamenti di terreno, in un appartamento ad Avellino, in denaro contante, beni mobili e diversi canoni.

L’esecutore testamentario, il dottor Fulvio Miletti, fu incaricato di far stampare, a spese dell’eredità, duemila copie del testamento, da distribuire in paese, perché ne fosse pubblico il contenuto; cosa che puntualmente avvenne un paio di mesi dopo la sua morte, che lo colse a Napoli, dove si era recato per accertamenti, il 3 luglio 1939.


Testo di Valerio Massimo Miletti