Federico Cassitto di Ravello – Bonito (Av), 2 luglio 1776 – Bonito (Av), 31 gennaio 1853 – è stato uno scrittore, politico e economista italiano.

Figlio del dr. D. Romualdo, giureconsulto ed Agente del Duca di Bonito, e D. Saveria Miletti, nacque a Bonito (AV) il 2 luglio 1776 nella aristocratica famiglia dei Patrizi di Ravello, conti di Ortenburg, Stevenburg e Cilia. Studiò presso il Seminario di Ariano, come i suoi fratelli, e successivamente continuò a studiare in Napoli sotto la guida di eccellenti maestri (Ciampitti, mons. Rosini, de Martiis). Conseguì nel 1801 la laurea in giurisprudenza ma si dedicò anche a studi classici (letteratura ebraica, greca, latina e italiana) e alle Scienze naturali. Fino al 1810 esercitò l’avvocatura a Lucera, studiando al tempo stesso problemi di Economia Agraria; nello stesso anno fu nominato Consigliere di Intendenza a Salerno e ad Avellino, con la delega nel Principato Ulteriore per la divisione dei demani, in seguito all’ abolizione della feudalità. Ancora nel 1810 fondò ad Avellino la Camera Agraria, poi Società Economica del Principato Ultra e ne divenne Segretario fino al 1814, anno in cui fu nominato Sotto-Intendente in Lagonegro (PZ), con lo stesso incarico fu poi trasferito a Cittàducale (Rieti) nel giugno 1820 e ad agosto dello stesso anno fu destinato ad Ariano. Iscritto alla Carboneria, partecipò ai moti rivoluzionari di quegli anni e ne restò coinvolto tanto da essere esonerato dalla carica di Sotto-Intendente, il 12 aprile 1821.
Nello stesso anno fu richiamato a reggere il distretto di Cittàducale ma rifiutò l’incarico preferendo ritirarsi a Bonito per dedicarsi agli studi di scienze naturali. In questo periodo egli partecipò comunque alla vita politica e nel 1831 fece parte del Consiglio Provinciale di Principato Ultra, divenendone Presidente nel 1834. Nel 1835 fu inoltre Presidente del Consiglio Distrettuale di Ariano e nuovamente Segretario della Società Economica di Principato Ultra, carica che tenne fino al 1847, quando si dimise per motivi di salute. Notevolissima fu l’attività in campo culturale di Federico Cassitto: fu Socio della Reale Accademia delle Scienze, del Reale Istituto di Incoraggiamento, dell’Accademia degli Aspiranti Naturalisti, dell’Arcadia di Roma, dell’Istituto Archeologico di Roma, dell’Imperiale Reale Accademia Florimontana Vibonese, e di quasi tutte le Società Economiche del Regno. Fondò il Giornale Economico del P.U. (1835-48 in 44 fascicoli) e fu inoltre autore di molti scritti economici e agrari. Socio dell’Accademia delle Scienze, pubblicò anche poesie sacre e traduzioni di salmi. In tutti i suoi studi il Cassitto seguì una linea teorica pratica per l’analisi dell’economia e del territorio irpino, lasciando scritti di particolarissimo valore; più precisamente egli analizzò le possibili tecniche per lo sfruttamento ideale del territorio, tramite l’utilizzo di nuove tecniche, la coltivazione di nuove piante e l’addestramento dei contadini e delle maestranze, interessandosi al tempo stesso anche del settore industriale e dedicando particolare attenzione alla viabilità della regione. Attraverso l’ausilio della Statistica il Cassitto ha lasciato una analisi precisissima della realtà economica ed agricola dell’Irpinia, utilissima per la piena comprensione della storia di questa zona nella prima metà dell’800.  D. Federico si impegnò molto anche per l’istituzione di Monti Frumentari e Pecuniari così da aiutare i contadini a sollevarsi dall’ usura, cosa che gli stette molto a cuore. A Bonito, nel 1820, infatti, fu istituito il Monte Frumentario con 240 tomoli di grano che, nell’agosto del 1852, avevano raggiunto quota 1.013. Nel 1847, dal Frumentario, scaturì il Monte Pecuniario, con la vendita di 500 tomoli di grano; il Cassitto riteneva che, se amministrate onestamente, queste istituzioni potessero funzionare come vere e proprie  banche per gli agricoltori. Consigliò di introdurre la mezzadria, piuttosto che il fitto.  Promosse in provincia la coltivazione del fieno greco.
Davvero all’avanguardia, nel 1835 fu tra i fautori dell’istituzione ad Avellino di un Orto botanico-agrario, per sperimentare nuove piante erbacee e legnose, che inizialmente sorse nella proprietà de Conciliis, ai Cappuccini, per passare in seguito di fronte al R. Collegio, nel 1843.
La villa comunale della città dei nostri giorni, infatti, è proprio una parte di quell’Orto botanico. Federico Cassitto sposò donna Carolina Viceré, di D. Scipione, e dall’unione nacquero Maria Giuseppa nel 1800, Dionisio il 28 gennaio 1809 e Giulietta.
Morì a Bonito il 31 gennaio 1853.
Delle sue figlie, Maria Giuseppa sposò il cugino Romualdo Maria, figlio di Giovanni Antonio, e Giulietta sposò Pietrantonio Boscero, di Flumeri. Il figlio Dionisio, invece, sposò la ricchissima Marianna de Matthaeis, da cui ebbe molti figli, sei femmine e due maschi. Delle femmine, Emilia sposò l’avvocato bonitese Antonio Ferragamo; Elisa un altro avvocato, sempre bonitese, Gernando Ciani; Erminia divenne suora di clausura con il nome di Maria Camilla e trascorse la maggior parte della sua vita nel monastero di Montefusco; Aurelia sposò Criscuolo di Benevento; Carolina sposò il medico bonitese dottor Nicola Miletti; Amalia sposò il marchese Nicola Polvere deputato al parlamento per cinque legislature e poi Senatore del Regno, dalla quale discendono numerosi illustri personaggi, tra cui i politici Arturo Jelardi e Ferdinando dei marchesi Rosati, il console Francesco de’ Conno ed i giornalisti Alfonso Ruffo, Giulio Jelardi e Andrea Jelardi. Dei figli maschi, invece, Giovanni sposò Teresa Ciani, da cui ebbe due figlie femmine, Giulia ed Elisa; Federigo sposò la baronessa Carmela Martini di San Bartolomeo in Galdo (BN), da cui ebbe Dionisio, Marianna e Carolina.  Dionisio, trasferitosi nel paese della madre, sposò Antonietta Lembo di Baselice, vendendo il palazzo avito e sbarazzandosi di tutto, o quasi,  il suo contenuto consistente in quadri, mobili, suppellettili, libri, manoscritti, importanti documenti, opere d’arte, manufatti e statue di interesse archeologico, provenienti dalla vicina città di Eclano. Per porre rimedio in parte a questo scempio, durante il mandato del sindaco Comm. Crescenzo Miletti, il palazzo fu acquistato dall’Amministrazione Comunale, il 15 febbraio 1898, per 13.000 lire, per essere destinato a residenza municipale, scolastica e di ufficio postale. Grande fu la soddisfazione degli amministratori e della popolazione, che avrebbe usufruito finalmente di locali decenti e rappresentativi, e tutto partì con le migliori intenzioni.  All’ inaugurazione, tenutasi il 18 maggio di quello stesso anno, i discorsi inneggiarono alla salvezza del palazzo e di ciò che vi era rimasto all’interno, e si scoprì una lapide in ricordo degli esponenti più illustri della famiglia Cassitto, di cui si ricordarono i meriti. Ci si propose di tenere bene esposti, nella sala consiliare, per la memoria futura, i ritratti ad olio di Romualdo e del Padre Domenicano Luigi Vincenzo, ed un busto di Giovanni Antonio. Mai tanti buoni propositi furono così duramente disattesi. La crescente incuria delle amministrazioni succedutesi, il sisma del 1930, prima, e quello del 1962 poi, danneggiarono e distrussero i ricordi, gli arredi residui e l’antico palazzo, che fu addirittura abbattuto e sostituito con una costruzione moderna.
Le città di Roma ed Avellino hanno intitolato una strada a Federico Cassitto, una sua dettagliata biografia è stata pubblicata sul Dizionario Biografico degli Italiani Treccani, mentre un altro suo profilo  – a cura di Valerio Massimo Miletti – lo si trova sul Dizionario Biografico degli Irpini, curato dal prof. Francesco Barra, della Casa editrice Sellino di Avellino.

Opere

Zoologia Irpina, scritta nel 1837 e rimasta incompiuta.

Flora Irpina’in due edizioni, una del 1837 e l’altra del 1845.

Idrologia Minerale, scritta nel 1846.

Poesie sacre’, Benevento 1833

Inaugurandosi d’ordine sovrano in Avellino del Principato Ultra a 4 giugno 1839 la Biblioteca riunita della Real Società di P.U., 1839

Riassunti statistici sul Principato Ulteriore pel 1838 in 1839, Bonito 1839

Elenco degl’illustri defunti del Principato Ulteriore a tutto agosto 1840, Bonito 1840

Rapporto sulla situazione industriale del Principato Ulteriore rassegnato nel 30 maggio 1837 in generale adunanza, Avellino 1837

Sulla situazione industriale del Principato Ultra : ragionamento di Federico Cassitto, circa 1840

Descrizione delle industrie campestri bonitesi seguita da considerazioni sulla migliorabilità economica, Avellino 1834

Sulla situazione del Principato Ultra / ragionamento di Federico Cassitto, 1840

Riassunti statistici dul Principato ulteriore protratti al 1844, Avellino 1845

Discorso pronunziato nell’Adunanza generale della Società Agraria di P. U. , Napoli 1811

De’ veleni animali e della etiologia dell’azione di essi, senza data

Descrizione delle industrie campestri bonitesi, Avellino 1843

 

Articolo tratto da wikipedia con integrazioni di Valerio Massimo Miletti.