Gregorio Maria Miletti nacque a Bonito, allora Provincia del Principato Ultra, il 3 maggio 1788 da Nicola e Mariangela di Martino, di Paduli.

Fu avviato agli studi  nel Seminario di Ariano e nel 1817 si laureò in entrambi i diritti presso la Regia Università di Napoli.  Intraprese la carriera in magistratura.

Nominato Giudice di pace già nel 1813 con destinazione Acquaviva, e Giudice Regio a Corato nel 1815 con Regio Decreto di Ferdinando IV, fu poi inviato a Grumo, nella stessa Provincia.

Nel 1820, dopo aver svolto la sua professione sempre con zelo e scrupolosità, venne destituito dall’incarico per aver concorso alla salvezza dei patrioti Morelli e Silvati, appartenenti allo Squadrone Sacro della Provincia di Bari, terra di sua giurisdizione.
In seguito a tale evento, esercitò l’avvocatura presso il Tribunale di Avellino;  in quel periodo  fu anche socio della Società Economica del Principato Ulteriore.

Nel 1840, richiamato nuovamente in magistratura per le sue competenze, gli fu assegnato l’incarico a Celenza, in Capitanata, per poi avere ancora vari trasferimenti in Basilicata, a Venosa, Rionero, Acerenza, e finalmente avere una sede nel Principato Ultra, a Bagnoli.

Nel 1858, però, stanco del lavoro e preferendo la tranquillità, chiese ed ottenne il ritiro da Bagnoli, dopo aver sempre contrastato la potente polizia borbonica. Ritornò, quindi, nel suo paese natio, con il fratello Michele Maria e la sua famiglia, ma non per questo smise di seguire le vicende che stavano determinando l’unità d’Italia, di cui fu un grande sostenitore.

Per la sua morte, avvenuta improvvisamente in Bonito il 21 gennaio 1863, Monsignor Nicola Boscero di Flumeri, fratello della cognata Felicia, elaborò e scrisse dei versi in latino a lui dedicati.

Testo di Valerio Massimo Miletti