Bonito (176)ajajLa chiesa di S. Domenico (popolarmente detta “di S. Vincenzo”)

La presenza dei Domenicani a Bonito risale al 2 ottobre 1574, giorno in cui il barone Claudio Pisanello, con atto rogato dal notaio Gianlionardo Troiano di Mirabella, donava a Domenico Vita, padre provinciale dei Domenicani, il convento che aveva fatto costruire presso la rinnovata chiesa di S. Maria della Valle, distrutta dal terremoto del 1456.

Bonito-8Interno della chiesa di San Domenico

In una “memoria” scritta dal Padre Lettore Giamberardino si legge questa notizia:” Caduto il convento di S. Maria della Valle, si fondò S. Domenico, nel 1705, dopo il terremoto del (14 marzo) 1702. Cadde esso con altro terremoto del (29 novembre) 1732 e se ne fece la riedificazione e terminò verso il 1736. S. Domenico fu fondato in Bonito ed ebbe un territorio di circa tomoli 8, appartenente alla cappella della SS. Concezione. Fu stipulato l’istrumento dal Notar Francescantonio Fierro di Mirabella il 20 settembre 1705”. In questo stesso manoscritto del P. Giamberardino s’insinua l’idea che D. Domenico Bonito, succeduto al padre Giulio Cesare e alla famiglia Pisanello, abbia consigliato i Domenicani di S. Maria della Valle a lasciare quel convento vecchio e a venirsene a Bonito, dove non c’erano più i Pisanello.

A ricordo di questo passaggio fu fatto scolpire il seguente distico sulla porta centrale della chiesa:

DE VALLE AD MONTEM CEU XRUM VIRGO PERVENIT
IPSI TEMPLUM HOC DICAMUS. MDCCXV.

In una relazione di Giuseppe Galluccio, datata 23 marzo 1719, si legge:” In data 20 dicembre del passato anno 1718 (…) prima d’ entrare in essa (Terra di Bonito) si trova il Convento e Chiesa dei RR. PP. Domenicani, nel quale risiedono un Padre e due terziari e tiene di rendita circa duecento ducati l’anno che li pervengono da case e terreni”.

Da questa stessa relazione apprendiamo che il convento di S. Maria della Valle non aveva però chiuso i battenti perché :” Corrisponde la Camera Ducale al Venerabile Monastero di S. Maria della Valle della Terra di Bonito annui carlini 6 per 2 cenzi, uno sopra il forno, l’altro sopra la casa dove habita Angelo Ferrigno, come dalla fede di Fra Giacinto De Palazzuoli, Vicario di detto Monastero, prodotto per parte dell’illustre Duca (D. Domenico Bonito)”.

E dalla Platea redatta dall’arciprete D. Antonio Battagliese il 24 dicembre 1727, ai numeri 3 e 24, leggiamo che questi Domenicani di S. Maria della Valle possedevano un “campicello verso la Paratina”, che il loro Vicario, al numero 242, pagava “ducati 10”, che il loro convento, ai numeri 220 e 227, pagava rispettivamente “carlini 11” e “carlini 7” ed infine, al numero 242, il convento era citato come “convento vecchio di S.Maria della Valle”.

I Domenicani, tanto quelli in paese quanto quelli di S. Maria della Valle, si distinsero per la loro efficace predicazione al popolo e per la diffusione tra esso della devozione al S.Rosario.

Nella Visita Pastorale del 10 luglio 1614 leggiamo che nella chiesa di S. Maria della Valle “ vi è eretto un altare del S. Rosario e vi sono iscritti diversi confratelli, anche se né si regge, né funziona sotto il nome di confraternita”. Questo è un dato interessantissimo perché dimostra quanto radicata fosse la devozione al S. Rosario, prima ancora che la sua festa fosse ufficialmente istituita da S. Pio V, in seguito alla vittoria di Lepanto (7 ottobre 1571).

La Congrega del S. Rosario fu istituita ufficialmente nella chiesa di S. Domenico la prima domenica di ottobre del 1867.

Anche se, in forza delle leggi eversive, gli ordini religiosi erano stati soppressi e la loro proprietà alienata, il buon seme gettato dai domenicani dava i suoi frutti.

L’atto di fondazione della Congrega recita così:” Si certifica da noi Arciprete Curato, autorizzato come delegato speciale del Vicario Generale di Ariano D. Michele Del Conte e questi nella qualità di delegato speciale del Padre Generale dell’ Ordine dei Predicatori di S. Domenico, in Roma, abbiamo eseguito l’ apertura canonica della novella Congrega laicale dell’ Oratorio del SS. Rosario nella chiesa di S. Domenico e Rosario insieme, nell’ anno 1867 nel giorno 6 domenica prima di ottobre, sacro al SS. Rosario di Maria Vergine, e precisamente dalle ore 16 e 20 dello stesso giorno pubblicamente ed in presenza di numeroso popolo di ogni ceto, e con solenni sacre cerimonie religiose insieme al Rev.mo Clero secolare e regolare, per cura del sacerdote Carmine Monaco, sempre con noi assistente e presente quale fondatore e rettore della medesima congregazione.

Nella Messa solenne sotto la nostra presidenza del sacerdote D. Pietro De Pietro feci la promulgazione prima del decreto di fondazione col catalogo delle indulgenze e privilegi di congregazioni emessi dal menzionato Padre Generale dei Domenicani in Roma, in data 18 settembre 1862 e 27 luglio 1863; poi fecesi la promulgazione del regolamento generale abbracciato con plauso universale dal popolo bonitese e questo insieme al catalogo e decreto furono posteriormente riconosciuti ed approvati dall’ Ordinario Diocesano il 1° dicembre 1867.

Si addivenne ancora alla erezione del quadro del Rosario coi suoi Misteri sull’ altare maggiore della chiesa, il quale perciò diventa altare privilegiato.

Infine si procedè alla prima aggregazione pubblica solenne di congregati pel medesimo fondatore rettore della congregazione, del numero di ben 300 e più circa di novelli aggregati di ogni ceto di persone, villici, proprietari, gentiluomini con gentildonne ed ecclesiastici ancora secolari e regolari.

Della qual cosa noi facciamo fede e perciò ne abbiamo redatto il presente certificato da noi stesso trascritto, firmato una col Vicario Foraneo (can. Andrea De Pietro) e quattro collegiali (Can. Agostino Ciriello, Can. Crescenzo Battagliese, Can. Giuseppe Battagliese, Can. Vincenzo De Chiara) da testimoni. A perpetua futura memoria della cosa. Ed in fede.

Bonito, oggi li 8 dicembre 1867.

L’ Arciprete Curato, Domenico Belmonte

Tra i vari impegni che l’iscritto si assumeva c’era quello d’istruirsi nella Dottrina Cristiana, confessarsi e comunicarsi spesso, ma specialmente a Pasqua, visitare i confratelli ammalati, assistere alle processioni e portare sempre con sé la corona benedetta del S. Rosario.

Alla devozione alla Vergine del Rosario, particolarmente sentita nel mese di ottobre, si aggiunse quella a S. Ciriaco, diacono e martire, quando nel 1886 s’introdusse la statua del santo e da allora si cominciò a celebrare la festa l’otto agosto, insieme a quella di S. Lucia, il giorno precedente.

Venerati sono anche S. Vincenzo Ferrer, il quale, nel linguaggio popolare, è spesso menzionato come titolare della chiesa, S. Alfonso de’ Liguori, S. Lorenzo, diacono e martire, e la Madonna della Salette.

La chiesa, danneggiata dal terremoto del 21 agosto 1962, fu riparata, conservando le sue linee originali, e riaperta al culto il 29 luglio 1977 dal Vescovo diocesano Mons. Nicola Agnozzi, che la ridedicò a S. Domenico.

Danneggiata ancora una volta dal terremoto del 22 novembre 1980, rimase inagibile fino al settembre del 1982, quando fu di nuovo aperta al culto.

CARLO GRAZIANO